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Elena Foulkes Clarification Coaching

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Pazienza professionale… o paure non dette?

  • Posted on Agosto 27, 2025
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  • Posted by Elena Foulkes
Non ti credi neanche tu

La sottile differenza tra autocontrollo e auto-sabotaggio — e cosa succede quando impari ad ascoltare il corpo.

Siamo convinti di avere tutto sotto controllo: Il nostro tempo, le nostre decisioni, il sangue freddo che dobbiamo mantenere durante le riunioni.

Ma spesso, quello che chiamiamo “rimanere in controllo” è in realtà solo rimandare, tergiversare, sperando che passi da solo. E inizia quasi sempre da una cosa sola, scomoda: una conversazione che non vogliamo affrontare. Una scelta che continuiamo a rimandare. Una verità che non siamo pronti a guardare.

Una mia cliente, molto in gamba — stimata, competente, sempre al massimo — si è rivolta a me per un percorso di Clarification Coaching. Non era un burnout. Non una crisi evidente. Solo la sensazione, crescente, di non sentirsi più sé stessa.

Un episodio tornava spesso nei nostri incontri: un collega che, in modo sottile ma costante, la metteva in discussione.

Non con attacchi espliciti. Ma con frasi tipo:

«Ah, pensavo l’avresti gestita in un altro modo.»

«Sei sicura che sia il modo giusto di presentarlo al capo?»

Sempre in pubblico. Sempre con un sorriso.

E lei? Faceva quello che facciamo in tanti: annuiva. Sorrideva. E riscriveva la mail cinque volte.

Si ripeteva: «Mantieni la professionalità».
Tradotto: «Sorridi e spera che nessuno noti che ti si sta incrinando la faccia.»

Cercava di tenere tutto sotto controllo, ma era minimizzare, “sopravvivenza in punta di piedi.” Quando eviti di affrontare qualcosa, lo nascondi in fondo alla mente come un avanzo scomodo in frigo. Non lo vedi più, ma qualcosa continua a fermentare.

E come succede spesso, quel far finta di niente ha iniziato a infiltrarsi altrove: esitazioni prima di parlare, dubbi su decisioni che prima prendeva ad occhi chiusi, voglia di cambiare lavoro — non perché le piacesse l’idea, ma perché restare cominciava a pesare ogni giorno di più.

Questo è il vero costo del rinvio e della rimozione.

In certi contesti lavorativi, evitare il conflitto viene elogiato come fosse intelligenza emotiva. Anche se a volte assomiglia più a “annuire mentre ti si spezza qualcosa dentro.”

All’apparenza sembra controllo. Dentro, però, è un groviglio: tensione, esitazioni, pensieri che girano in tondo. E intanto ti ripeti che va bene così. Anche se non è vero.

Nel percorso di Clarification non ci siamo limitate a parlarne. Siamo entrate nel corpo.

Nel respiro che si accorcia a metà frase. Nei muscoli tesi della mandibola e dello stomaco. Nella postura contratta che non si nota, ma si sente.

Abbiamo ascoltato quei segnali — non solo con la testa, ma anche con il cuore. E lì è successo qualcosa.

Due settimane dopo, ha detto al collega: «Quando mi correggi davanti agli altri, mi condiziona. Se hai dei feedback, sono disponibile a parlarne — ma in privato, non in riunione.»

Nessun dramma. Nessuna sceneggiata. Solo chiarezza.

Il collega ha recepito. Il modo di comunicare è cambiato. Anche il rapporto.

E lei ha ritrovato la voce. Non perché ha imparato una “tecnica comunicativa”, ma perché ha smesso di ignorare quello che il suo corpo le stava gridando da mesi.

E da lì, ha potuto scegliere.

Allora ti chiedo:

Cosa stai chiamando “professionalità”… che in realtà è silenzio?

Cosa stai chiamando “calma”… che in realtà è paura?

E se il vero controllo non fosse evitare il disagio — ma ascoltarlo, capirlo, e decidere cosa farne?

Il tuo corpo lo sa già.

Hai voglia di imparare ad ascoltarlo?

Scrivimi. Oppure dai un’occhiata al video nei commenti.

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