Cominciamo con una domanda trabocchetto: Hai bisogno di aiuto?
Se la risposta è stata: “No, tutto a posto”, questo articolo potrebbe fare per te.
Soprattutto se “tutto a posto” significa che sei tu a risolvere tutto per tutti, ma per te non c’è mai spazio. Se significa “me la cavo”, anche quando preferiresti non doverlo fare sempre. Se significa convivere con una mente che corre, una mascella serrata, un peso fisso nello stomaco.
Alcune persone arrivano alla Clarification Coaching in momenti di crisi. Ma, molto più spesso, sono persone sempre sul pezzo, sempre affidabili, che riescono sempre a far fronte a tutto, anche oltre i propri limiti.
Hanno imparato talmente bene a far sì che tutto funzioni che nessuno si chiede mai se siano stanche. Nemmeno loro. Perché da qualche parte, dentro, si è radicata un’equazione pericolosa:
Aver bisogno = essere deboli.
Chiedere aiuto = non essere all’altezza.
Accogliere supporto = sentirsi in difetto.
Il supporto è visto come una stampella: utile, ma solo per chi ha qualcosa di rotto.
La terapia è per chi sta male.
Il coaching? Per chi non riesce a trovare da solo le risposte.
Eppure, tutte le ricerche dicono il contrario: chiedere aiuto, anche sul lavoro, non è un segno di debolezza. Anzi: spesso vuol dire essere più efficaci, più lucidi, più affidabili. Spesso vivono meglio: hanno relazioni più solide, sono più presenti, più efficaci.
Un direttore delle risorse umane una volta mi ha detto: «Non assumiamo supereroi. Cerchiamo persone che sanno segnalare un problema in tempo, non chi lo ignora finché non è troppo tardi. Gli eroi vanno bene nei film. In azienda, meglio chi ti avvisa prima che la situazione esploda.»
Il vero campanello d’allarme non è chi dice “Non ce la faccio più.” È chi non dice niente finché non è troppo tardi.
La Clarification Coaching non ti toglie il volante dalle mani. Ti aiuta a capire se stai guidando bendato, con il bagagliaio pieno di cose che non sapevi nemmeno di portarti dietro.
È uno spazio strutturato in cui dare senso a quello che senti e che succede. Non solo in superficie, ma sotto tutta quella competenza, quella tensione muscolare continua, quelle storie che ti ripeti senza nemmeno accorgertene.
Non devi arrivare al limite per chiedere aiuto. Ti basta fermarti abbastanza a lungo da porti una domanda:
Cosa sto portando davvero?
È tutto mio da portare?
Ma… è proprio necessario fare tutto senza nessuno accanto?
Sì, potresti continuare così. Ma non è necessario.
Hai bisogno di un punto da cui partire? Scrivimi.
Chiedere aiuto non ti toglie forza. Ti ricorda che non sei solo. E che quella forza può avere più di una voce.
